Storia di una vita ViviLight

Diario di una vita ViviLight

Il mio diario alimentare. Ho cercato di fare tutto per bene. Avere qualcosa da fare, che distoglie la mia attenzione dalla sofferenza e dalla mancanza di M. sembra balsamo su una ferita. Certo non la guarisce, ma per un po’ sono presa da altro, da un qualcosa che faccio per me.

Io che pongo sempre chiunque prima di me, ho deciso che pian piano devo riprendere le redini della mia vita.

L’incipit del messaggio di Vin su Workout Italia di stamattina sembrava lo avessi scritto io.
“Una forza che ci attira e ci schiaccia verso il basso… Capitano dei momenti della vita dove puoi incontrarla…
Una sorta di forza di gravità… Ma dell’anima… Delle emozioni… Più ti ci avvicini e più diventa forte.. Più inizia a trascinarti a terra e a portare con se tutto quello che ti circonda.. Tutto. Ogni cosa, anche la più banale, viene attratta e trasformata da questo peso dell’anima…”
Mi chiedo come faccia a leggere dentro i cuori di molte persone? Ho pianto leggendo il suo messaggio, come spesso negli ultimi mesi è capitato.

Spesso le storie che trovo su Workout Italia sono così toccanti che mi emozionano; ma mi accorgo che non tutti riesco a leggere le grida di aiuto in alcuni post.

Spesso leggo polemiche e frasi bruttissime come “Sei troppo magra!”, “Ti si vedono le ossa” e allora mi chiedo come possa questa gente non entrare in empatia con un altro essere umano?
Dietro quelle foto, quei nomi scritti su facebook ci sono persone con storie, emozioni e percorsi. E non sempre sono facili!

Il mio questa settimana non lo è stato. Per niente. Ho cercato di mangiare già dalla colazione, nonostante lo stomaco serrato. Le ricette della colazione di Katina però sono così belle che ci ho voluto provare. Yogurt greco, frutta e qualche fiocco di avena. Non pensavo potessero essere così buoni messi assieme. Io ho usato una mela, era l’unico frutto che avevo, ma ho aggiunto qualche bacca di Goji e sono riuscita a mangiarne un po’. Così come qualche porridge. Non sono mai riuscita a finire le porzioni, ma la dottoressa mi aveva avvertito che sarebbe stato difficile ed un passaggio graduale ed io mi sento fiera di me stessa.
Pranzi leggeri, cercando di seguire la regola del piatto. Carboidrati, proteine e grassi ad ogni pasto. Ok, non è facilissimo, ma ci prenderò la mano.

Le quantità sono ancora esigue, ma davvero non ce la faccio. A parte il terrore di ritornare ad essere la “cicciona” che ero e che mi definivano, ho davvero lo stomaco serrato in una morsa di accoiaio.
Ma la mia dottoressa mi ha svelato un segreto. Un segreto bellissimo e che mi commuove ogni volta. Dice che per guarire devo lasciarmi circondare d’amore. E allora ho iniziato a parlare di nuovo con la mia mamma. A cucinare il pranzo con lei. Non è facile, sono sempre stata una persona poco avezza alle dimostrazioni di affetto, ma l’abbraccio e le do almeno un bacio al giorno. E sento che qualcosa in me si muove.

Adesso corro dalla dottoressa e poi cerchiamo di stimolare l’endorfina con un bel workout serale!

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