Storia di una vita Vivilight

paure pizza

Demoni, nemici ed eroi

Tutti i demoni sono difficili da domare. Ogni lotta ha in sé qualcosa di eroico nel momento in cui viene combattuta, soprattutto quando il nemico è insediato dentro noi stessi. Spesso sono subdoli e agiscono nell’ombra, cercano di passare inosservati. Il problema è che molto di frequente ci riescono. Per anni i miei demoni hanno fatto i comodi loro, pascendo indisturbati nel mio inconscio e facendo i sovrani delle mie azioni. Ora però li conosco.

E per questo che cerco ogni giorno in me la forza per combatterli.

La dura lotta si è palesata in occasione di un invito a cena fuori per una pizza. Sì, una semplice pizza. Ma che è stata in grado di scatenare una sorta di terrore profondo. Una catena di insicurezza, che mi stava stringendo sempre più forte.
L’invito era da parte di Gabriele, il mio angelo personale.
Il mio primo pensiero è stato di dire di sì, come è giusto che sia. Poi però la mente ha iniziato a galoppare. Lui mi parlava al telefono e lo seguivo a malapena, persa nei miei pensieri nefasti.

“E se ritorno come prima?”, “E se non gli piacerò più?”, “E se domani la gonna mi va stretta?”, “E se trova qualcuna più bella di me?”.

Queste sono pochi degli interrogativi che mi rodevano come un tarlo. Ma veloci e voraci. Hanno annebbiato il mio raziocinio per ore.
Sono felice di  essere riuscita a non disdire l’appuntamento, di essere uscita con lui e di essermi goduta la serata e la pizza. Una pizza intera. Non ricordo nemmeno da quanto non riuscivo a mangiarne una.
E sì, una perché nei periodi di fame nervosa ne avrei mangiate 50 e negli ultimi mesi non ne ho nemmeno sentito il profumo da lontano.
Ero schiava delle mie paure profonde, dei miei timori, delle miei insicurezze. Ora, grazie alla dottoressa che ha cercato di scuotermi e a me stessa riesco a “combattere”. Non posso dire di aver vinto la guerra, assolutamente no, ma ogni giorno che mangio bene, sano e corretto io vinco la battaglia. E sono giorni che non riesco a perderne nemmeno una.

Mi diceva la dottressa appunto che una delle chiavi per venirne fuori avrebbe potuto essere l’amore. E come darle torto? Gabriele ha portato nella mia vita la gioia, l’allegria, la passione, la dolcezza e tutte quelle bellissime emozioni che non avevo mai provato tutte insieme. Mi sembra davvero di aver trovato la mia anima gemella, il mio compagno della vita. Con lui io mi sento a casa. Non sono capace di spiegare quello che provo in un modo diverso.
La cosa più bella è che con lui io sono me stessa, sempre. Lui mi appoggia, mi approva e mi incoraggia a non mollare. Lo sento sempre dalla mia parte. E tutto sembra più facile.

Adesso aspetto ardentemente il programma coaching di Vivilight, con annesso piano alimentare, per correggere i miei errori e formare una vera educazione alimentare che mi permetta di mangiare senza sentirmi in colpa. Nel gruppo dicono che ormai è questione di giorni. Non vedo l’ora di iniziare questa avventura. Solo per me stessa!

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