Gravidanza e Alimentazione: Evitare i rischi

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ALIMENTAZIONE IN GRAVIDANZA: COME EVITARE GLI ERRORI PIU’ COMUNI

La gravidanza è un momento magico per la vita di una donna, le abitudini quotidiane cambiano e con esse anche l’alimentazione. L’elenco dei rischi, soprattutto collegati agli alimenti, che citiamo qui, non è esaustivo ed è bene per qualsiasi dubbio rivolgersi al proprio medico. Infatti, nonostante ci siano delle indicazioni generali sull’alimentazione da seguire, ogni mamma dovrebbe adattare la propria alimentazione alle sue personali esigenze e caratteristiche fisiologiche.

A questo proposito internet è da considerare un utile strumento informativo, alcuni siti dedicati alla gravidanza come ad esempio mammaoggi.it, forniscono informazioni ed approfondimenti sulla dolce attesa! Inoltre, da non sottovalutare l’importanza del medico di fiducia o il ginecologo che seguirà passo a passo la gravidanza, che conosce la storia medica dei suoi pazienti e di conseguenza sarà in grado di condividere con la futura mamma suggerimenti ad-hoc.

Quali sono i rischi alimentari della gravidanza?

LA TOXOPLASMOSI

Il microrganismo denominato Toxoplasma gondii, è il responsabile di un’infezione chiamata toxoplasmosi. I medici ci mettono in guardia, soprattutto nei casi di gravidanza. Può infatti essere trasmessa attraverso la placenta al feto e risultare così molto pericolosa.  Soprattutto nei primi mesi, oltre a rischiare un aborto spontaneo, potrebbe essere la causa di malformazioni, produrre lesioni agli occhi fino a causare cecità. Può addirittura arrivare a danneggiare il sistema nervoso centrale e provocare epilessia.

Dove si annida il parassita della toxoplasmoni?

Questo particolare parassita può insidiarsi in carni crude e poco cotte, nel latte di capra, sulle superfici del pavimento o altri tipi di suolo, nelle feci dei gatti e nell’acqua non potabile. Per fortuna con un semplice esame del sangue che fa parte della routine di analisi prescritte per la gravidanza può indicarci se siamo immuni e la maggior parte delle volte lo siamo perché i sintomi sono piuttosto generici. Ci si sente stanchi, a volte con mal di testa o con dolori alle ossa, e se è stata già contratta automaticamente genera un’immunità permanente.

Ad ogni modo se l’immunità non sussiste, bastano alcuni semplici accorgimenti sugli alimenti da consumare ed alcune regole di pulizia da seguire. Evitare di mangiarne pesce e carni crude o poco cotte, ricordiamoci sempre di cucinarle adeguatamente affinché né vi sia traccia di sangue né di colore rosa, in particolare con il pollame, la carne di maiale, le salsicce e la carne macinata, quindi occhio agli hamburger.

Un utile consiglio per eliminare il rischio di toxoplasmosi è quello di surgelare la carne prima di consumarla poiché il congelamento uccide la maggior parte dei parassiti. Da evitare per gli stessi motivi anche i salumi, che sono generalmente stagionati e non cotti. Nel caso si tratti di carne cotta preconfezionata, è consigliabile controllare che il prodotto non necessiti di previa cottura.
Attenzione anche a lavare bene frutta e verdura, compresa quella confezionata e dichiaratamente pronta all’uso. Ancora un semplice consiglio, quando prepariamo la carne e la manipoliamo da cruda, ricordiamoci di pulire bene tutte le superfici e gli strumenti che utilizziamo in cucina e laviamoci accuratamente le mani, ciò sarà sufficiente ad evitare la diffusione di batteri nocivi e parassiti.

LA LISTERIOSI

Un secondo batterio denominato Listeria, potrebbe essere un’altra minaccia per una sana gravidanza. Se trasmesso attraverso la placenta potrebbe addirittura provocare un aborto o un parto anticipato. Se invece si trasmette durante il parto potrebbe avere conseguenze addirittura più gravi, come provocare polmonite, lesioni cutanee, congiuntivite purulenta, ascessi, meningite. Il batterio che è all’origine dell’infezione può giungere dal terreno, dai vegetali e da diverse specie animali.

Ad esempio i formaggi a pasta molle con bucce bianche come brie e camembert e i formaggi morbidi con muffe, essendo meno acidi di quelli a pasta dura favoriscono la proliferazione dei batteri nocivi. Possono così dare origine alla listeria. Anche il latte non pastorizzato potrebbe essere una fonte di contaminazione. Da evitare inoltre tutti i tipi di paté, tra cui quello di verdure, in quanto possono contenere questi batteri nocivi.

Non c’è da preoccuparsi oltre misura poiché l’infezione da listeria (listeriosi) è piuttosto rara, ad ogni modo se si dovessero presentare sintomi quali febbre alta, endocardite, osteomielite, colecistite, peritonite, meningite, perdita motoria sarà necessario ed urgente consultare un medico.

IL MERCURIO

Molti studi confermano che la contaminazione da mercurio può causare problemi di sviluppo nel feto, soprattutto al cervello. Tale sostanza è particolarmente presente in alcuni pesci quali pescespada, tonno, anguilla, verdesca. Segnaliamo per completezza che anche pesci di acqua dolce potrebbero essere contaminati. Purtroppo è una conseguenza dell’inquinamento specialmente in determinate zone. Attenzione dunque a trota e salmone.

LA SALMONELLA

Per prevenire il rischio di intossicazione alimentare da salmonella è bene evitare di consumare uova crude o cibi che le contengano. Occhio alla maionese e ad altre salse fresche a base di uova preparate in casa. Anche creme e dolci preparati soltanto con una breve cottura possono creare problemi. Attenzione dunque a mascarpone, tiramisù, crema pasticciera, gelato fatto in casa, creme brulé e zabaione. Questa infezione non è nociva per il feto, ma può essere decisamente sgradevole per la mamma, poiché provoca diarrea e vomito.

ECCESSO DI VITAMINA A

Nonostante la vitamina A sia determinante per lo sviluppo del feto è importante controllarne l’assunzione. Un eccesso potrebbe causarne malformazioni. I cibi che contengono questa preziosa vitamina sono:

  • i latticini,
  • le uova e
  • alcuni vegetali.

Ad esempio pomodori, carote, zucca, peperoni, lattuga, asparagi e broccoli. Oltre ad alcuni frutti come arance e albicocche. Da evitare completamente fegato o prodotti contenenti fegato. Ad esempio paté, salsicce di fegato o haggis. Sono infatti fonte di grandi quantità di vitamina A.

SEMPLICI REGOLE DA SEGUIRE PER EVITARE OGNI RISCHIO:

  1. cucinare bene la carne, il pollame ed il pesce
  2. evitare i formaggi a pasta molle, fegato, paté o creme di carni fresche,
    il pesce affumicato
  3. limitare il consumo di caffeina
  4. non bere latte non pastorizzato e alcolici
  5. lavare sempre per bene frutta, verdura, superfici, utensili da cucina ed
    il frigorifero
  6. effettuare le analisi del sangue come suggerito dal proprio medico di
    fiducia

Ti è piaciuto l’articolo? Lascia un commento e dicci quali sono le tue “regole alimentari” che hai avuto in gravidanza.

Categories: Schede Alimentari

Un commento

  1. Valentina said on febbraio 2, 2016 Rispondi
    ottimo articolo! per quanto riguarda la toxoplasmosi, si potrebbero aggiungere alcune precisazioni contenute in un documento linea guida dell'ASL ( http://www.asl13.novara.it/intranet/L-URP/News1/Convegni/Sicurezza-1/DEFINIT-PRESENTAZIONE-TOXOPL-ASMOSI---OBEZZI.pdf ). Non tutti i salumi sono da evitare: si può consumare prosciutto cotto (alta qualità/dop), prosciutto crudo dop o speck/bresaola dop/igp. La certificazione è molto importante perchè garantisce non solo i rigorosi controlli di qualità, ma anche la stagionatura (min 30gg). Chiaramente, evitare di mangiarne tutti i giorni! Altra cosa a cui genericamente non si pensa: il pesto fatto in casa, anche se il basilico viene accuratamente lavato, va abbattuto a -20°C per almeno due giorni. Tutte le precisazioni nel link allegato, comprese le modalità di inattivazione delle cisti. Spero di essere stata utile :)

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